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Scritto da Administrator
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Sabato 30 Ottobre 2010 17:46 |
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COMITATO PER LA TUTELA DEL MARE DEL GARGANO Al Sindaco del Comune di San Nicandro Al Sindaco del Comune di Cagnano Varano Al Sindaco del Comune di Lesina Alla Capitaneria di Porto di Manfredonia Al Presidente del Parco Nazionale del Gargano
Vieste, 26 Ottobre 2010
NO AL PARCO EOLICO 0FF-SHORE DI LESINA, SAN NICANDRO, CAGNANO VARANO
Il Comitato per la tutela del mare del Gargano, nell’ambito dei propri indirizzi statutari e al fine di mettere in campo strumenti di cittadinanza attiva per preservare l’ambiente marino e costiero, pur essendo sensibile e convinto sostenitore di ogni iniziativa che preveda la realizzazione e produzione di energia elettrica basata su fonti rinnovabili e non inquinanti, ha già espresso la netta contrarietà, in data 2 febbraio 2010, alla realizzazione del parco eolico off-shore valutato in senso positivo dal Comune di Ischitella, al largo di Foce Varano e, in data 2 maggio 2010, alla richiesta del parco eolico nel tratto di mare antistante i comuni di Vico, Rodi, Peschici. Decisioni nate, giova precisarlo nuovamente, dalla valutazione dell' incompatibilità della realizzazione di parchi eolici off-shore con l’attività turistica, principale fonte economica per molti paesi del Gargano, per l’attività di pesca e per la conservazione dell' ambiente naturale e del paesaggio. Si continua a ritenere necessario il coinvolgimento più ampio degli enti e delle comunità garganiche in scelte che non possono e non devono rimanere circoscritte alla responsabilità dei singoli comuni, essendo decisioni che riguardano la modifica del paesaggio e dell'ambiente di un intero comprensorio ad alta valenza turistica, essendo il paesaggio e l’ambiente naturale beni materiali su cui poggiano le speranze e le possibilità di sviluppo sostenibile dell'intero territorio. La realizzazione di diversi, distinti e non concordati parchi eolici avrebbe un notevole impatto negativo non solo per l’ambiente naturale e il paesaggio, ma anche per il disturbo alle rotte percorse dall’avifauna migratoria. Si ripete che risulterebbe compromessa persino la navigazione, sia con finalità di pesca sia con finalità da diporto, per l’interdizione non solo degli specchi d’acqua direttamente interessati, ma anche delle comuni rotte navali. Il Comitato rileva che i numerosi progetti off-shore già presentati non solo siano dannosi e inconciliabili con l’ambiente, il paesaggio, il turismo, la pesca, le attività umane dello svago e del tempo libero, ma non assicurano alle comunità il ritorno economico e sociale, in termini di servizi e lavoro, che una tale scelta dovrebbe garantire con chiarezza e trasparenza. Non è irrilevante che dietro a tanti progetti si celino interessi eco-mafiosi. Pertanto, si auspica che, nel campo delle energie alternative, i comuni garganici scelgano e attuino soluzioni che garantiscano una gestione e una realizzazione, favorendo grandi vantaggi economici, sociali e ambientali alle nostre comunità e al nostro territorio. La richiesta di concessione demaniale marittima della durata di 50 anni presentata dalla Società ECOPOWERNET S.r.l. di Varese, per un'area di kmq 14 nello specchio acqueo dei Comuni di San Nicandro Garganico, Cagnano Varano, Lesina, con progettualità che prevede l'installazione di n 58 aerogeneratori disposti ad una distanza dalla costa compresa tra le 2,5 e 4 miglia nautiche, vede la netta opposizione, per i motivi sopra espressi, del Comitato per la tutela del mare del Gargano, che invita e incoraggia i Comuni di San Nicandro Garganico, di Cagnano Varano, di Lesina a dare senza indugi la propria valutazione in senso negativo. Il Comitato ringrazia le amministrazioni comunali di Vico del Garganico, Rodi Garganico e Peschici per non aver espresso parere positivo alla richiesta della Società ECOPOWERNET, come richiesto con nota del 2 maggio 2010. Il Comitato propone alle amministrazioni comunali del Gargano la costituzione di un Consorzio ai fini dello studio, dell'installazione e della gestione in proprio delle fonti di energie alternative con ricadute economiche esclusivamente a vantaggio delle popolazioni locali. Un consorzio che veda al tavolo delle decisioni da condividere le associazioni ambientaliste e il mondo della cultura, affinché lo sviluppo sostenibile legato alle fonti alternative sia gestito con oculatezza e nel rispetto del territorio e dell'ambiente.
Armando Quaglia (segretario) Valentino Piccolo (vice-Presidente) Michele Eugenio Di Carlo (Presidente) |
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Scritto da Comitato
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Domenica 02 Maggio 2010 20:49 |
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Il comitato per la tutela del mare del Gargano nell’ambito della sua funzione di mettere in campo strumenti di cittadinanza attiva per preservare l’ambiente marino e costiero garganico, pur essendo fautore e sensibile ad ogni iniziativa che preveda la realizzazione e produzione di energia elettrica basata su fonti rinnovabili e non inquinanti, ha già espresso in data 2 febbraio 2010 la sua netta contrarietà alla realizzazione del parco eolico off-shore valutato in senso positivo dal Comune di Ischitella, al largo di Foce Varano e a una distanza compresa tra 6 e 12 km dalla costa.
Una decisione nata dalla valutazione dell' incompatibilità della realizzazione di parchi eolici off-shore con l’attività turistica, principale fonte economica per molti paesi del Gargano, per l’attività di pesca e per la conservazione dell' ambiente naturale e del paesaggio.
Continuiamo a ritenere necessario il coinvolgimento più ampio degli enti e delle comunità garganiche in scelte che non possono e non devono rimanere circoscritte alla responsabilità dei singoli comuni, essendo decisioni che riguardano la modifica del paesaggio e dell'ambiente di un intero comprensorio ad alta valenza turistica, essendo il paesaggio e l’ambiente naturale beni materiali su cui poggiano le speranze e le possibilità di sviluppo sostenibile dell'intero territorio.
La realizzazione di diversi, distinti e non concordati parchi eolici avrebbe un notevole impatto negativo non solo dal punto di vista visivo e paesaggistico, ma anche per il disturbo alle rotte percorse dall’avifauna migratoria.
Inoltre, risulterebbe compromessa la navigazione sia con finalità di pesca sia con finalità da diporto (soprattutto crocieristica) per l’interdizione non solo degli specchi d’acqua direttamente interessati, ma anche delle comuni rotte navali.
Riteniamo che i numerosi progetti off-shore già presentati non solo siano dannosi e inconciliabili con l’ambiente, il paesaggio, il turismo, la pesca, le attività umane dello svago e del tempo libero, ma non assicurano alle comunità il ritorno economico e sociale, in termini di servizi e lavoro, che una tale scelta dovrebbe garantire con chiarezza e trasparenza.
Non ci sembra irrilevante che dietro a tanti progetti si celino interessi eco-mafiosi. Pertanto, auspichiamo che, nel campo delle energie alternative, i comuni garganici scelgano e attuino soluzioni che garantiscano una gestione e una realizzazione pubblica o mista, favorendo grandi vantaggi economici, sociali e ambientali alle nostre comunità e al nostro territorio.
La richiesta di concessione demaniale marittima della durata di cinquanta anni presentata dalla Società ECOPOWERNET S.r.l. di Varese, per un'area di kmq 10,4 nello specchio acqueo dei Comuni di Vico del Gargano, di Rodi Garganico e di Peschici, con progettualità che prevede l'installazione di n. 46 aerogeneratori disposti ad una distanza minima dalla costa di sole tre miglia nautiche, vede la netta opposizione, per i motivi sopra espressi, del Comitato per la tutela del mare del Gargano, che invita e incoraggia i Comuni di Vico del Gargano e di Peschici a dare senza indugi la propria valutazione in senso negativo, come già fatto dal Comune di Rodi Garganico.
Armando Quaglia (segretario)
Valentino Piccolo (vice-Presidente)
Michele Eugenio Di Carlo (Presidente) |
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Ultimo aggiornamento Domenica 02 Maggio 2010 20:57 |
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Scritto da Primonumero.it
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Mercoledì 28 Aprile 2010 15:16 |
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Il ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha comunicato di non aver firmato l’autorizzazione alle trivellazioni al largo delle isole Tremiti e di aver rispedito il parere al Via per ulteriori verifiche. Sembrano essere servite le proteste degli isolani e dei politici pugliesi, riuniti nella mattinata di martedì 27 aprile in un consiglio straordinario della provincia di Foggia nella sala polifunzionale dell’isola di San Domino. «Non ci inchiniamo al dio denaro - ha detto il sindaco Calabrese - ma solo alla nostra terra per difenderla». L’odg contro le trivellazioni è stato approvato all’unanimità.
Isole Tremiti. Il colpo di scena arriva quando l’ordine del giorno è pronto per essere votato. Il cellulare del presidente della provincia di Foggia Antonio Pepe squilla. Dall’altro capo del telefono c’è il capo di gabinetto del ministero all’Ambiente. «Il ministro Prestigiacomo non ha firmato l’autorizzazione a trivellare i fondali al largo delle Tremiti– dicono da Roma – Il parere è stato rimandato alla commissione Via per ulteriori verifiche». Il consiglio provinciale riunito in forma straordinaria nel centro polifunzionale dell’isola di San Domino dell’arcipelago delle Tremiti esulta. «E’ una prima vittoria – commenta Pepe – ma la battaglia comincia adesso».
Una battaglia che la provincia di Foggia ha deciso di combattere unita, proponendosi compatta al fianco del comune delle isole Tremiti. Così l’intero consiglio provinciale, per una volta, si è trasferito in blocco nella mattinata di martedì 27 aprile nell’isola di San Domino alle Tremiti, per una seduta straordinaria con un solo e semplice fine. Approvare un ordine del giorno che impegni il ministro a non firmare l’autorizzazione che consenta alla compagnia petrolifera irlandese Petrolceltic International di effettuare sondaggi e trivellazioni al fine di cercare il petrolio al largo delle Diomedee.
Ad accogliere la folta schiera di politici e giornalisti partiti di buon mattino dal porto di Termoli, oltre al combattivo sindaco Giuseppe Calabrese, anche uno sparuto gruppo di isolani con tanto di magliette e cartelloni di protesta. «Rappresentiamo la popolazione locale – ha detto Luigi Staniscia dell’associazione “Punto a capo” e “Le cinque isole” – che dice no al petrolio in un parco marino. Vediamo cosa fanno gli enti locali, noi vogliamo fare ricorso. Protesteremo in ogni modo, non ci fermeremo davanti a niente». A dar manforte alla protesta indigena c’era anche Antonio Fasciano con un ristretto gruppo di sostenitori. Per loro, al termine del consiglio, anche uno show dimostrativo sulla piccola spiaggia tremitese. I contestatori si sono infilati in delle grosse sacche di plastica nere fingendosi capodogli piaggiati a causa del petrolio.
Ma per una volta, come detto, la politica ha dimostrato di sapersi unire per l’obiettivo comune di difendere il territorio. Lo storico consiglio provinciale alle Diomedee ha raccolto gli interventi di consiglieri, assessori e deputati non solo della provincia di Foggia, ma di tutta la Puglia. Un vero peccato l’assenza pressoché totale del Molise e in particolare di Termoli che, ad ogni buon conto, deve alle Tremiti gran parte del proprio flusso turistico e quindi delle proprie entrate economiche. Un timido accenno alsaluto del sindaco Di Brino è stato fatto da Calabrese, mentre per la regione Molise l’unico presente tra il pubblico era il consigliere di minoranza Mauro Natalini.
«Diciamo no ad ogni forma di inquinamento – ha avuto modo di dichiarare il presidente Pepe – Le nostre bellezze non possono essere danneggiate dalle trivellazioni». Il sindaco Giuseppe Calabrese, accolto dagli applausi dei propri concittadini, è stato protagonista di un intervento carico di orgoglio. «Oggi ci sentiamo pugliesi, foggiani e garganici. Siamo qui per combattere una battaglia. Non permetteremo a nessuno di toccare le nostre acque, non ci inchiniamo al dio denaro ma solo alla nostra terra per difenderla. Siamo pochi – ha concluso con un tocco di ironia – ma fetenti». Per l’europarlamentare Tatarella «anche i sondaggi marini sarebbero un danno grave e irreparabile da evitare» mentre l’assessore regionale Introna ha sottolineato che «le trivellazioni sarebbero la morte del turismo e dell’ecosistema delle Tremiti».
Insomma tutti compatti per un no secco da far arrivare alla Prestigiacomo. Ma proprio poco prima di votare l’odg poi approvato all’unanimità è arrivata la lieta novella, in realtà preannunciata dall’intervento del capogruppo di maggioranza Mongello. «Il ministro ha rimandato il parere alla commissione di Valutazione di impatto ambientale per ulteriori valutazioni – ha dichiarato il presidente provinciale – E’ una prima vittoria ma la battaglia inizia adesso».
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Scritto da Comitato
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Domenica 25 Aprile 2010 21:21 |
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foto di N. Cruciano
GRAZIE!
Sabato, a Lesina, si è respirata un aria nuova, la voglia di partecipare e di decidere del proprio futuro si è fatta avanti prepotente. L' adesione virtuale, di oltre 6 mila iscritti al gruppo "No alle trivellazioni petrolifere nel mare del Gargano", si è concretizzata in una fantastica manifestazione che dal centro visite del Parco Nazionale del Gargano si è resa itinerante, attraverso la bellissima duna per giungere alla sua destinazione simbolica, la Eden V, nave spiaggiata da più di 20 anni, a testimoniare l'impotenza della politica e l'assopimento della coscienza civile di un Sud sempre più alla ricerca di uno scatto d'orgoglio. E ieri più di una molla è scattata: - il risveglio del senso civico;- la voglia di partecipare dei cittadini al benessere e allo sviluppo del proprio territorio; - la netta presa di posizione degli enti territoriali e di tanti partiti politici uniti senza distinzioni; - la capacità di dimostrare al mondo intero che il Gargano esiste e che può reagire alla volontà di chi lo vuole terra di scarto, terra di nessuno.
Ringraziamo i numerosi cittadini intervenuti a titolo personale, alcuni dei quali venuti dal Lazio, dal Molise, dall'Abruzzo. Ringraziamo le numerose associazioni, istituzioni, partiti, che hanno partecipato alla manifestazione e che elenchiamo:
- CNA (Foggia); GIACCHE VERDI (Vico del Gargano); Associazione GENITORI (Vico del Gargano); Gruppo Archeologico (Vico del Gargano); Associazione RIMBOSCHIAMO PESCHICI (Peschici); Associazione PUNTO DI STELLA (Peschici); GARGANO IN MOTO, NATURA E VITA (Lesina); OIPA (Lesina); ARGOD (San Nicandro Garganico); FAI (Foggia); GRILLI (Foggia); CARPINO FOLK FESTIVAL (Carpino); MOVIMENTO MOSE (San Severo); Circolo culturale la MERLETTAIA (Foggia); UNESCO (Foggia); WWF (Puglia); la FABBRICA di LIBERTÀ (Bari); AMLET (Altamura – Bari); AMNESTY INTERNATIONAL (San Severo); LEGAMBIENTE (San Nicandro Garganico); COMUNITATURISMO (San Giovanni Rotondo); APT (Foggia); VAS (); SLOW FOOD (Foggia); PORTA LA CARTA (Lesina); la FABBRICA di NICHI (Foggia); EMERGENCY (Foggia); LINK KOLLETTIVO; CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI (Foggia); CLUB ALPINO ITALIANO (Foggia); SCHIAMAZZI (Cagnano Varano); CENTRO STUDI MARTELLA(Peschici); CENTRO STUDI PAGLICCI (Rignano); GARGANO GIOVANI (Peschici); Comune di VICO DEL GARGANO; Comune di PESCHICI; Comune di SAN NICANDRO GARGANICO; Comune di SAN GIOVANNI ROTONDO; Comune di LESINA; PD – SAN SEVERO; PD – PESCHICI; PD – VICO DEL GARGANO; PD – CARPINO; PD – SAN NICANDRO GARGANICO; IDV – SAN SEVERO; SEL – federazione provinciali Foggia; UDEUR – SAN NICANDRO GARGANICO; ITT FAZZINI (Peschici); GIOVANI DEMOCRATICI di FOGGIA
Ringraziamo, inoltre, le numerosissime associazioni, istituzioni, partiti, organi di informazione, comitati, organizzazioni a vario titolo che hanno aderito alla manifestazione e che non hanno potuto essere presenti. Il Comitato per la tutela del mare del Gargano ringrazia, in maniera particolare, l'ANAPIE (Associazione nazionale parchi italiani e europei) che, nell'ambito del Festival Internazionale della scuola, crocevia di culture, di costumi, di spettacoli internazionali, ha invitato più volte i rappresentanti del comitato a illustrare le proprie iniziative sostenendo la manifestazione). Il comitato comunica che il giorno 27 aprile sarà presente alle Isole Tremiti con i propri rappresentanti per dar sostegno all'incontro istituzionale al quale parteciperanno i sindaci dei 61 comuni della provincia. Inoltre, venerdì 7 maggio 2010, parteciperemo al convegno sul tema organizzato da Legambiente a San Nicandro Garganico.
COMITATO PER LA TUTELA DEL MARE DEL GARGANO |
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Scritto da Lazzaro Santoro - Direttivo
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Venerdì 23 Aprile 2010 13:10 |
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Il presidente della Provincia di Foggia, Pepe, ha affermato in un recente comunicato stampa che bisogna “interrogarsi anche attraverso una lettura ed uno studio accorto del progetto, sulle conseguenze connesse ad una eventuale firma del decreto autorizzativo da parte del ministro dell'Ambiente dopo il via libera arrivato dalla Commissione tecnica". Il sindaco dell'amministrazione comunale delle Isole Tremiti, Calabrese, ha recentemente tuonato: “la nostra decisione e la nostra determinazione devono venir fuori. Roma deve capire che ci deve ascoltare”. Ho letto e studiato la documentazione. Dalla lettura della delibera della Giunta Regione Puglia “Parere di compatibilità ambientale – Permesso di ricerca per idrocarburi d 498 B.R.-EL al largo delle coste della Regione Puglia (Isole Tremiti), proposto dalla Petroceltic Italia S.r.l.”, si evince quanto segue: “Con nota prot. n. 11042 del 25.09.2009 il Servizio Ecologia invitava la società proponente a depositare gli elaborati concernenti l’intervento proposto presso gli altri enti interessati dall’intervento in argomento e cioè l’amministrazione comunale delle Isole Tremiti e l’amministrazione provinciale di Foggia. Con la stessa nota invitava i predetti enti ad esprimere il parere di competenza in merito”; Nella seduta del 24.03.2010 il Comitato Regionale V.I.A. [..], “prende atto che alla data del presente provvedimento non risultano pervenuti i pareri dell’amministrazione comunale delle Isole Tremiti e l’amministrazione provinciale di Foggia”. Vorrei che il presidente Pepe e il sindaco Calabrese, prima di prestare tanta attenzione ai media, mi spiegassero il perché di quelle mancate valutazioni di merito. In data 31.07.2009 , Petroceltic Elsa S.r.l. (che poi si chiamerà Petroceltic Italia S.r.l.) presenta al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ai sensi del D.L. n. 4 del 16/01/2008, lo studio di impatto ambientale per il progetto “Permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi d 498 BR-EL”. Dalla lettura del documento “Petroceltic Elsa S.r.l., permesso di ricerca d498 BR-EL, studio di impatto ambientale, sintesi non tecnica” si evince che “l’area in istanza è ubicata nell’off-shore medio adriatico, al largo delle coste pugliesi, e occupa una superficie di 526,8 km2., la distanza dalla costa delle isole Tremiti è di circa 4 km, non rientra in nessuna zona di tutela biologica, non ricade in zona marina protetta per il ripopolamento, non costituisce parco marino, non è parte di area naturale protetta e non è sottoposta a misure di salvaguardia e non rientra nelle zone archeologiche marine tutelate dalla legge 1089/39”. Dalla lettura del “Permesso D 498 B.R.EL Valutazione di Incidenza” si evince che la presenza nelle vicinanze della Riserva Marina delle Isole Tremiti e il sito sic/zps IT9110011 - Isole Tremiti, impone alla Petroceltic Elsa S.r.l., ai sensi del DPR n 357 del 08/09/97, la presentazione di una valutazione di incidenza che integra lo studio di impatto ambientale. In realtà il DPR n 357 del 08/09/97 è stato modificato e integrato dal decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120. Non è un errore di poco conto in quanto l'art. 6 del DPR 12 marzo 2003, n. 120 ha sostituito l'art.5 del DPR 8 settembre 1997, n. 357. Il DPR 357/97 è stato oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea che ha portato alla sua modifica ed integrazione da parte del DPR 120/2003. Mi manca la documentazione tecnico amministrativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare della valutazione di impatto ambientale del progetto “Permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassossi d 498 BR-El Petroceltic Elsa S.r.l.”. Sarebbe stato interessante confrontarla con la documentazione tecnica del Comitato V.I.A. della Regione Puglia sintetizzata nella delibera della Giunta Regionale che esprime “parere sfavorevole di compatibilità ambientale per il progetto concernente il permesso di ricerca idrocarburi denominato d 498 B.R. – EL da realizzarsi al largo delle coste della Regione Puglia (Isole Tremiti) e Regione Molise (Termoli)”. Sono incredibili , imbarazzanti e oggettive le lacune del “Permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassossi d 498 BR-El Petroceltic Elsa S.r.l.” secondo il Comitato VIA della Regione Puglia. Con il Trattato di Amsterdam del 1997 lo sviluppo sostenibile diventa il principio centrale del diritto dell’ambiente comunitario. L’art. 6 del trattato CE statuisce: ” Le esigenze connesse con la tutela dell'ambiente devono essere integrate nella definizione e nell'attuazione delle politiche e azioni comunitarie di cui all'articolo 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”. L’obiettivo dell’art. 6 è quello di ricercare un equilibrio tra le esigenze ambientali e lo sviluppo economico. La capacità delle istanze ambientali di influenzare le politiche di sviluppo economico può delineare un conflitto tra istanze ambientali e istanze di sviluppo economico e sociale. Il trattato CE (art. 95, par. 3, art. 174 par. 1) e le sentenze della Corte costituzionale della Repubblica Italiana hanno riconosciuto all’ambiente un favor. Il principio di primarietà dell’ambiente non comporta una prevalenza dell’interesse ambientale sugli altri interessi pubblici diversi. Il favor per l’ambiente consiste nella necessaria rappresentazione delle istanze ambientali nelle politiche pubbliche, e suggerisce la necessità di integrare le esigenze di tutela ambientale con lo sviluppo attraverso il c.d. bilanciamento degli interessi, rimesso all’apprezzamento discrezionale dell’amministrazione competente, di valori costituzionali pari ordinati (la primarietà del valore ambientale non consiste in una sovra ordinazione dell’interesse ambientale sugli altri interessi in quanto non è possibile individuare gerarchie tra valori costituzionali). La ponderazione dei valori costituzionali, finalizzato a garantire il bilanciamento degli interessi, è rimesso a un sindacato di “ragionevolezza costituzionale”. I conflitti tra interessi costituzionali vanno risolti alla luce dei principi costituzionali e del contenuto essenziale dei diritti fondamentali. L’esito del bilanciamento è la determinazione di un ordine di precedenza. Il bilanciamento, la primarietà dell’ambiente, la ragionevolezza, danno valore giuridico alla sostenibilità, qualificano giuridicamente, danno un approccio giuridico valoriale alla sostenibilità. Affinché la ponderazione degli interessi sia ragionevole, è necessario che la soluzione adottata rispetti tre condizioni: necessità, sufficienza, proporzionalità. La necessità di dimostrare che l’interesse prefigurato dal legislatore sia di pari rango all’interesse ambientale, la limitazione dell’interesse ambientale circoscritta a quanto è sufficiente a realizzare l’interesse privilegiato, la proporzionalità nella limitazione dell’interesse ambientale al fine di salvaguardare gli elementi essenziali, i parametri di valutazione nella ponderazione degli interessi. E' evidente che nel caso in questione ci troviamo di fronte a un diverso ordine di precedenza: estrazione di petrolio da parte della Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e “tutela delle politiche ambientali, produttive e di sviluppo soprattutto turistico in una zona di alto valore naturalistico e turistico (a poca distanza dal Parco Nazionale del Gargano, dall’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti, dal SIC e dalla ZPS) da parte della Regione Puglia”. La filosofia della VIA corrisponde ad alcuni principi di azione fondamentali della politica ambientale europea (il Trattato CE individua negli articoli 174, 175, 176 i principi comunitari in materia ambientale per migliorare la qualità dell’ambiente, proteggere la salute umana e perseguire lo sviluppo sostenibile: principio di prevenzione, principio di precauzione, principio di correzione e principio di chi inquina paga). Circa il principio di prevenzione, la valutazione preventiva dei possibili danni all’ambiente ha l’intento di garantire una protezione reale ed efficace dell’ambiente evitando di ripristinare equilibri ecologici compromessi. La rappresentazione anticipata degli effetti nasce da una duplice esigenza: combattere gli effetti delle attività produttive è più gravoso che prevenire, gli effetti di determinate attività producono delle conseguenze dannose sull’ambiente che viene irrimediabilmente compromesso escludendo qualsiasi possibilità di riparazione. La logica della prevenzione è giustificata dalla dimostrazione scientifica delle conseguenze pericolose per l’ambiente di certe attività. Circa il principio di precauzione, l’incertezza scientifica nel dimostrare il nesso causale tra una situazione dannosa e gli effetti sull’ambiente richiede l’intervento di misure capaci di anticipare la soglia d’intervento dell’azione preventiva, quest’ultima impiegata in presenza della scientificità degli effetti dannosi. Con il principio di precauzione si riconosce all’ambiente un valore primario, anche in assenza di prove scientifiche delle potenziali conseguenze dannose per l’ambiente di determinate attività. La mancanza dell'impatto ambientale se “l'esito del sondaggio sia positivo e il pozzo venga avviato alla produzione” è compatibile con il principio di prevenzione? Il recente spiaggiamento di cetacei sulle coste pugliesi e l'esame necroscopico eseguito dal prof. Sandro Mazzariol sono compatibili con il principio di precauzione? Queste sono le domande che vorrei rivolgere alla Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. A voi vi auguro di godervi la festività di San Giorgio e il ritorno in Eccellenza dell'Atletico Vieste. E di tenere gli occhi aperti: il Gargano non deve diventare il delta del Niger.
Lazzaro Santoro Direttivo Comitato per la tutela del mare del Gargano
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Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Aprile 2010 13:13 |
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